Dov’è finito il nebbione della Valpadana

Fino a 30-40 anni fa uno degli eventi annunciati con maggior frequenza dai meteorologi italiani, oltre al bel tempo portato dall’Anticiclone delle Azzorre e alle piogge causate dal passaggio delle perturbazioni atlantiche, era la famigerata “nebbia in Valpadana”.

Perché il nebbione ha abbandonato la Valpdana?

Tuttavia negli ultimi decenni i meteorologi sembrano aver dimenticato questo fenomeno tipico della stagione fredda, e oramai è raro sentirne annunciare l’arrivo. Che cosa è successo? Semplicemente le nebbie sono diminuite di molto: a dicembre ad esempio negli anni ’70 in Valpadana si contavano circa 15 giorni di nebbia, e di queste nebbie quasi tutte erano così fitte da insistere anche nelle ore pomeridiane, ma già alla fine degli anni ’90 le giornate nebbiose nelle pianure del Nord sono scese a circa 7-8 al mese, e un’ulteriore diminuzione si è osservata negli anni 2000, per di più con nebbie che nella maggior parte dei casi si dissolvono in mattinata. Perché il nebbione ha abbandonato la Valpdana? La colpa è del surriscaldamento del clima: dal 1980 a oggi le nostre stagioni invernali son divenute via via più miti, con notti meno fredde di un tempo. Inoltre le piovose perturbazioni atlantiche sempre più spesso scelgono traiettorie che le conducono lontano dalla Valpadana, che quindi è meno umida di un tempo. Ma con meno freddo e meno umidità, cioè gli ingredienti fondamentali per la sua formazione, anche la nebbia inevitabilmente ora fa più fatica a formarsi.